Tributes

This section features tributes by writers who knew Nino Frank, or were familiar with his life and work. They are presented in the original languages (Italian or French).

1 Nino Frank's importance today in the town of his birth: 2017 campaign to save the house where he was born

In common with many of Italy’s cities, Barletta in Puglia, the town of Frank’s birth, has suffered the destruction and replacement, in the name of progress and modernity, of many of its historic buildings. But in recent years, the residents of Barletta – as also in other Italian towns – have begun to rise up against the destruction of their heritage. In 2017, it was the turn of Palazzo Tresca in Via Imbriani, and a determined campaign to save it was undertaken by the local citizens. The argument here was not simply one of conservation of the infrastructure.

As an impassioned appeal by the Barletta journalist Nino Vinella indicates, this building has historic importance as the place of birth of Nino Frank: the town’s most famous cultural export, after Giuseppe De Nittis, the nineteenth century painter who exhibited with the Impressionists. Both men left Barletta and settled in Paris, cultural emissaries for their city and their country. Barletta now boasts an art gallery filled with the paintings of De Nittis, left to the city by his widow; Nino Vinella, film historian, continues to work to preserve the memory of Nino Frank and his works.

As a result of the overall campaign, the demolition proposal was blocked. The second excerpt below, from a special issue of the architecture journal Italia Nostra, shows Italian architects determined to stop the destruction of historic town centres.

Nino Vinella’s article, in abridged form...

A Palazzo Tresca in via Imbriani nacque Nino Frank, uno dei maggiori intellettuali del '900 europeo

Il giornalista Nino Vinella: "Non può essere abbattuto"

the house in Barletta where Nino Frank was born

Fra quelle mura a Barletta nasceva nel 1904 Nino Frank, eclettico intellettuale dai mille interessi e volti tutti d’autore: scrittore, giornalista, conduttore radiofonico, critico cinematografico e tanto altro ancora. Ma sopratutto, dagli anni della giovinezza, la sua vita e la lunga carriera furono contrassegnate dalla riconosciuta fama di grande traduttore in lingua francese della letteratura italiana, vita e carriera svoltesi per intero a Parigi, dove si è spento il 17 agosto 1988, un anno dopo aver ricevuto il Grand Prix nazionale di traduzione. Molti dei nostri migliori scrittori devono il successo Oltralpe al suo stile originale traduttivo: Pavese, Brancati, Zavattini, Fenoglio, Sciascia, Calvino, Savinio, Malaparte …

…Era il 27 giugno 1904 quando la casa in via Imbriani, palazzo Tresca, dei Frank, genitori svizzero-tedeschi, fu allietata dalla nascita di Nino, in una bella famiglia già numerosa, intrecciata nella vicenda umana alla storia della nostra viticoltura. Il padre, poco più che ventenne, giunse infatti a Barletta, con la moglie appena diciottenne, verso il 1882 per dirigere il grande stabilmento vinicolo che la ditta Combès di Bèzieres aveva fatto costruire… In grandi capannoni contenenti enormi botti di rovere venivano effettuati produzione, stoccaggio, esportazione verso la Francia del vino pugliese rosso di alta gradazione destinato ad irrobustire, con opportune operazioni di taglio, i vini bordolesi di più basso tenore alcolico.

Nino era l’ultimo rampollo di casa Frank, aggiungendosi alle tre sorelle ed al fratello, più grandi di lui dai 25 ai 17 anni, che, in seguito ai naturali eventi matrimoniali, presto lasciarono papà, mamma e fratellino al trasloco dal palazzo Tresca in un appartamento al secondo piano del vicino palazzo Lanciano, via Baccarini angolo corso Garibaldi, dove la Sottoprefettura ne occupava l’intero primo piano, mentre i locali a piano terra ospitavano il “Circolo degli impiegati”…Fu un ampio salone, male illuminato come sala di lettura dei giornali, il punto di maggiore attrazione del piccolo Nino Frank, che a poco più di tre anni d’età, ammesso di straforo a frequentare il Circolo al seguito del padre, lo descrisse poi in “Mémoire brisée”, libro autobiografico pubblicato più tardi in Francia, sotto l’aspetto favoloso della iniziazione ad un lungho viaggio nella letteratura. Vi compaiono le sue nostalgie tutte barlettane, i “Cappuccini”, orfanotrofio o gerontocomio che fosse, e gli inquilini della grande villa che vi sorgeva poco distante: quella di don Alfredo Reichlin, anch’egli immigrato d’origine svizzera che aveva fatto fortuna nel commercio all’ingrosso del carbone…i vagabondaggi nelle vie e vicoli attorno alla Cattedrale, all’antica Cantina della Disfida, al Castello normanno e al porto, le belle serate trascorse alla “Sala Roma”, unico cinema di allora…

Nel 1916 muore il padre di Nino Frank e questi, conseguita la licenza ginnasiale, si trasferisce con la madre a Napoli dove frequenta il liceo internazionale; al termine dei corsi di studio, già in possesso di una perfetta conoscenza della lingua e sufficientemente erudito in fatto di letteratura francese, parte, all’età di 19 anni, per la Francia alla scoperta di Parigi, dove diventò quel personaggio di levatura europea, definibile come il più barlettano dei parigini, il De Nittis del Novecento letterario fra le due guerre. Tanto da meritare un’autentica riscoperta culturale ben più profonda, a dimostrare verso la Francia di oggi l’eredità culturale ed il tributo versato da Barletta, dalla Puglia, dall’Italia alla capitale della cultura europea.

…La sua profonda conoscenza dei pittori e scultori, dei poeti, scrittori e giornalisti, non soltanto francesi, che affollavano i bistrot parigini, gli permise di scrivere su di essi saggi interessanti e originali, rievocazioni di fatti ed episodi di vita vissuta. Probabilmente sconosciuti a noi barlettani suoi stessi concittadini di oggi. Tutta une fioritura ricchissima e variegata di ricordi e aneddoti riguardanti una vasta galleria di personaggi e figure affascinanti come James Joyce, Isaak Babel, F. Scott Fitzgerald, fino a Pirandello, Bontempelli, Italo Svevo, Bruno Barilli, De Chirico, Montale, e tanti altri. Come critico cinematografico, fu lui ad inventare l’espressione “film noir” per il genere poliziesco nato negli Stati Uniti anni ’40 e reso popolare sulla stampa di allora dalla sua firma.

Estratto dal articolo di Nino Vinella, 9.9.2017, www.barlettalive.it

Excerpt from article by the architect Ettore Maria Mazzola

Più di recente mi è invece capitato di dover combattere per la mia città natale, Barletta, dove l’ottocentesco Palazzo Tresca, ricco di storia locale e nazionale, stava per esser demolito per lasciare il posto a uno dei tanti anonimi condomini di cattivo gusto che, a partire dalla fine degli anni ’60, hanno stravolto il centro storico della città pugliese. In questo caso, forse, il buon senso ha avuto ragione, ma è risultato necessario fare una vera e propria guerra mediatico e un confronto col costruttore, per far comprendere all’amministrazione comunale, e allo stesso costruttore, come l’operazione non fosse ammissibile.

Ettore Maria Mazzola, Italia Nostra, n.496, ottobre-dicembre 2017, 'Angeli della Tutela'

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